Eleganza maschile: errori (orrori) da evitare.

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Ogni volta che incontriamo una persona ben vestita non possiamo che rimanere colpiti dalla sua eleganza. Ebbene devi sapere che, in realtà, ciò che cattura la nostra attenzione non è tanto l’eleganza del nostro interlocutore, quanto piuttosto la generale armonia del suo abbigliamento: camicia e cravatta ben abbinate, colori adeguati al contesto e altri aspetti. Se dunque una persona si fa notare per il proprio stile, non è affatto una casualità: l’eleganza maschile, quella classica del gentleman, si basa su alcune regole basilari, il cui mancato rispetto determina degli errori che rischiano di non passare inosservati agli occhi più esperti. Come dici? All’improvviso tutto si è fatto più complicato? Niente affatto! Non entrerò nel dettaglio ma mi limiterò a descriverti le gaffe più comuni, in modo da metterti in guardia da simili atteggiamenti. Sei pronto? Cominciamo!

A) Maniche della camicia  e della giacca troppo lunghe (o troppo corte): la lunghezza ideale della manica di una qualsiasi camicia dovrebbe permettere al polsino di ricoprire l’intera superficie del polso. La corretta misura della manica va di pari passo con la corretta lunghezza della manica della giacca: quando infatti dalla giacca non si intravede circa un cm di polsino, allora significa che le misure non sono adeguate.

B) Giacca abbottonata in modo scorretto: la giacca rappresenta un must dell’eleganza maschile ed è dunque importante indossarla in modo corretto. Abbottonare scorrettamente una giacca è si un errore di una certa rilevanza, ma è allo stesso tempo comprensibile, dal momento che esistono differenti tipologie di giacche. Vediamo quindi, in modo semplice e concreto, come comportarci nelle varie situazioni.

B1) La giacca monopetto va portata abbottonata solamente quando si è in pedi.

B2) Nel caso in cui la giacca presenta due bottoni è necessario abbottonare SOLO quello superiore.

B3) Se invece la giacca ha tre bottoni dobbiamo abbottonare sempre quello centrale.

B4) La giacca doppiopetto va sempre portata abbottonata, sia in piedi che da seduti.

C) Pantaloni esageratamente lunghi (o corti): i pantaloni (così come tutti i capi d’abbigliamento) devono vestire correttamente: l’orlo del pantalone va dunque misurato in modo preciso. Esso, se è corretto, deve sfiorare le scarpe, senza risultare troppo alto o troppo basso.

D) Indossare uno spezzato in modo scorretto: tale capo d’abbigliamento è estremamente versatile e rappresenta un’alternativa all’abito. Devi però verificare che ciò che stai indossando sia effettivamente uno spezzato! La tonalità della giacca e quella dei pantaloni devono essere differenti, perchè solo così possiamo parlare di “spezzato”. Molte persone indossano giacca e pantaloni dello stesso colore, convinti di indossare uno spezzato. Nulla di più sbagliato!

E) Cravatta annodata male: Non basta saper fare un nodo semplice, un nodo windsor o un nodo onassis… se la nostra cravatta è troppo lunga o troppo corta, risulteremo ridicoli. Una cravatta può considerarsi ben annodata quando la pala (l’estremità più larga) sfiora la cintura.

F) Scarpe e cintura scoordinate: Quello di indossare scarpe e cintura non correttamente abbinate è un errore tanto comune quanto grossolano. Quando infatti indossiamo scarpe e cintura di pelle, dobbiamo tener presente che tali elementi vanno coordinati correttamente nel colore. Se, per esempio, porto una cintura nera, anche le scarpe dovranno esser di colore nero.

G) Quella che sto per descriverti è una regola di carattere generale, che non riguarda nessun preciso aspetto dell’eleganza, ma rappresenta il faro che deve guidarti di volta in volta. Devi partire dal presupposto che “essere eleganti” non significa andare sempre in giro in giacca e cravatta. L’eleganza (la vera eleganza) deve tener conto del contesto. Non possiamo andare ad un concerto rock in giacca e cravatta, così come non possiamo presentarci come invitati ad un matrimonio in tuta.

 

 

Ora che hai preso coscienza dei vari errori più comuni ai quali potresti andare incontro, sono certo che ti vestirai in modo corretto. Se ciò non dovesse sempre verificarsi, non hai nulla da temere. Noi gentlemen cerchiamo infatti  di vestirci sempre in modo egregio, perchè consideriamo il bel vestire una tra le tante forme di rispetto verso noi stessi e verso gli altri. Nonostante ciò dobbiamo essere realisti e capire che l’eleganza perfetta non esiste (e se esistesse, non potremmo neppure parlare di vera eleganza maschile). Quindi non cercare di vestirti in modo perfetto, cerca di vestirti in modo corretto!

 

Daniel Faustinoni

 

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La tua barba è il tuo biglietto da visita.

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Se c’è una cosa ben visibile che differenzia la moda maschile da quella femminile è la barba. Questa, infatti, se ben curata può rappresentare un vero e proprio biglietto da visita. Forse starai pensando: “e che ci vuole? Basta che la lasci crescere!” Beh, se vuoi essere scambiato per Tom Hanks nel film Cast Away, o per un senza tetto va benissimo! Ma se -come credo-  vuoi ottenere una barba folta ma curata, dovresti prendere in considerazione alcuni consigli che ti darò in questo articolo. Innanzitutto devi raderla integralmente alla perfezione. Così facendo crescerà in modo abbastanza uniforme. Tu sai perfettamente che la moda talvolta richiede pazienza… beh, questo è uno tra quei casi. Non puoi pretendere di avere una barba folta in tre giorni o in un minuto dopo la rasatura come Homer Simpson. Dopo tre settimane/un mese circa la tua barba avrà quell’aspetto trasandato che ti costringerà a lavorarci sopra. La prima cosa che devi fare è sciacquare abbondantemente il collo con acqua tiepida, così facendo ti sarà più facile radere. Dopo aver passato la schiuma da barba sul collo, radilo. Questa è un’operazione molto importante perchè ti consente di delineare la barba sul collo. Ora arriva il momento più importante: di che lunghezza vuoi la barba? In base a quanto la vuoi lunga, utilizza un regola barba adeguato. La lunghezza ideale è di circa 5 mm, che può arrivare a 10 mm o anche di più se la vuoi lunga. Bene, il collo è stato rasato e la tua barba, ora accorciata, è uniforme.  Ma se ti dicessi che potresti averla ancora più curata? No no, non è uno scherzo! Infatti potresti fare in modo di creare una curva sul tuo viso, delineando così la barba anche sul viso. Si, mi rendo conto che può essere difficile a mano libera. Dal momento che non tutti gli uomini  sono degli artisti (tu per caso lo sei?!), è stato inventato un pettine da barba molto efficace per fare le curve. Osserva attentamente l’immagine:

 

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Questo è un pettine per la barba, ideato appositamente per tracciare una curva sul tuo viso. Sarà sufficiente appoggiare il pettine sul viso, tenendo premuto forte (per evitare che il pettine si sposti, mandando tutto all’aria), e seguire la linea curva del pettine con la lametta o il rasoio. Hey Narciso, smettila di fissare lo specchio! Lo so che ora con la tua barba ti senti bellissimo, ma ricordati che devono essere le altre persone a dirtelo!

 

Ora però devo dirti una cosa molto importante: In base al tipo di pelo della tua barba, ci possono essere stili più indicati di altri per te, al di là dei tuoi gusti personali. Per cui non rimanere deluso se vedi che il risultato non ti piace particolarmente. Può darsi soltanto che non sia quello giusto per te! Da un’occhiata alle seguenti fotografie, e scegli lo stile più adatto a te!

 

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Questi sono solo alcuni tra i tantissimi stili che puoi scegliere! Ti chiedo però di fare molta attenzione al tuo style , perchè riflette quella che è la tua personalità, anche se non te ne rendi conto! Ti faccio un esempio: tutti gli antichi filosofi greci erano soliti portare la barba lunga: questo elemento accomunava i pensatori (non ti piace studiare filosofia, e quindi non ci hai mai fatto caso, non è forse così?)! Poi naturalmente nessuno ti vieta di sperimentare diversi stili; sono sicuro che prima o poi troverai il tuo! Mi raccomando, tieni il collo rasato quotidianamente e fa lo shampoo alla barba due o tre volte a settimana. Così facendo rimarrà pulita e morbida. Segui i vari accorgimenti che ti ho dato, e vedrai che tu e la tua barba farete un figurone!

 

Daniel Faustinoni 

In che modo vestirsi il giorno di Natale?

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Ormai parecchi mesi fa ci siamo lasciati  alle spalle la festa di Halloween e tradizionalmente a partire dai primi giorni di Novembre si comincia a respirare la calda atmosfera del Natale. Sebbene  il 25 Dicembre sia ancora molto lontano,  dobbiamo organizzarci per tempo… di modo da non arrivare impreparati! A cosa mai mi starò riferendo, secondo te? Beh, stai leggendo un blog di moda maschile, per cui… si, hai capito bene! Oggi ti parlerò di come ci si deve (o di come ci si dovrebbe) vestire il giorno di Natale. Sebbene ci siano tantissimi modi di abbigliarsi in ogni occasione (ma sempre con il buon senso!), a Natale, per ben figurare, potresti optare per due stili:

 

A) Giacca & cravatta.

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B) Maglione con camicia.

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Come vedi abbiamo due opzioni, ma il campo non è così limitato come potrebbe sembrarti. Infatti, tralasciando il vestito classico (sul quale vai  abbastanza facilmente sul sicuro), ti puoi davvero sbizzarrire con la scelta del maglione. Di base ti consiglio di optare per un maglione dal colore vivace e a tinta unita o con disegni natalizi. Essendo il giorno del santo Natale, il rosso è particolarmente indicato. Un’idea molto carina – quanto rischiosa – potrebbe essere quella di presentarsi al pranzo o alla cena di Natale con il classico cappello di Babbo Natale in testa…

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Si, hai perfettamente ragione! Potrebbe essere imbarazzante e pericoloso presentarti a casa della tua ragazza il giorno di Natale con un bellissimo cappello in testa… beh, se non altro darai l’impressione di essere una persona allegra! E non preoccuparti del giudizio degli altri, ricordati che a Natale siamo tutti più buoni! Sarò sincero, ho voluto scrivere questo articolo con più di un mese di anticipo  non solo per farti guadagnare tempo, ma anche – e soprattutto – perchè Natale capita solo un giorno all’anno, e non puoi sbagliare! Può capitare che tu non ti vesta in modo adeguato per andare a messa: pazienza, rimedierai la Domenica successiva! Oppure ti potrebbe succedere di sbagliare outfit per andare alla festa organizzata dal tuo amico. Non importa, rimedierai la prossima volta! Ma Natale, come già detto poc’anzi, capita una volta all’anno e ne tu, ne io, ne gli altri lettori possiamo permetterci di sbagliare outfit. Ehi, non voglio certo trasmetterti paura, ma soltanto metterti in guardia da brutte figure! Adesso che hai le idee un po’ più chiare, apri il tuo armadio, e dà un’occhiata al tuo guardaroba: che cos’hai a disposizione? Ti manca qualcosa? Non devi assolutamente preoccuparti, hai ancora molto tempo per procurarti ciò di cui hai bisogno! E se al momento non hai la possibilità di acquistare un maglione, se ti sei comportato bene puoi sempre chiederlo a Babbo Natale! Ora è tutto nelle tue mani!  Anche se con largo (larghissimo) anticipo, auguro a te, alla tua famiglia e a tutti gli altri miei lettori un buon (e stiloso) Natale!

 

Daniel Faustinoni

Tanti orologi per tante occasioni.

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Bentornato sul mio blog! Se stai leggendo questo articolo, molto probabilmente vorrai farti una cultura generale riguardo l’affascinante mondo degli  orologi o semplicemente saperne di più. Beh, allora sei nel posto giusto! Tra gli accessori più apprezzati dagli uomini (e dal gentil sesso) troviamo infatti gli orologi da polso. Si tratta spesso di oggetti dotati di grande bellezza e di straordinaria eleganza; sebbene tali oggetti siano stati concepiti per segnare lo scorrere del tempo, potremmo affermare che paradossalmente si tratta di  oggetti “senza tempo”. La tecnica e l’arte che si celano dietro gli orologi da polso hanno infatti  reso alcuni modelli dei veri e propri “oggetti di culto”. Vediamo ora di entrare nel dettaglio! L’orologio così come lo concepiamo noi oggi nasce in Svizzera nel 1812 (mai sentito parlare di “precisione svizzera”?), quando Abraham-Louis Breguet progettò un orologio per la Regina Carolina e inizialmente veniva quindi utilizzato principalmente dalle donne, poichè gli uomini era soliti portare l’orologio da taschino (sicuramente vintage, ma decisamente scomodo!). La diffusione degli orologi da polso anche tra gli uomini avvenne nel nefasto contesto della prima guerra mondiale, in quanto i soldati necessitavano di sapere sempre l’ora esatta, per poter organizzare attacchi, sincronizzare la fanteria con l’artiglieria. Ora dimmi, perchè secondo te i soldati  non utilizzavano l’orologio da taschino? Esattamente! Estrarre e riporre in continuazione l’orologio da taschino sarebbe stato pericoloso e controproducente. L’orologio da polso si è diffuso poi nella modernità grazie (anche) ai personaggi del mondo dello spettacolo, tra i quali ad esempio Rodolfo Valentino. L’orologio è quindi diventato un vero e proprio “status symbol”. Se ora ti chiedessi di dirmi com’è fatto il tuo orologio, saresti in grado di descrivermelo? Probabilmente si, ma non in maniera minuziosa. Cerchiamo allora  di capire insieme quali sono le parti di cui si compone un orologio da polso! Il primo elemento fondamentale da conoscere è la cassa, ossia quell’involucro al cui interno sono contenuti i delicati meccanismi dell’orologio. La cassa, generalmente in metallo, è costituita a sua volta da tre elementi: il fondello (cioè la parte inferiore della cassa, che va a diretto contatto con il polso), la  parte mediana e la cosiddetta “lunetta”, il cui compito è quello di fissare il vetro dell’orologio e in alcuni casi sopra vi si può trovare la ghiera. Il secondo elemento da ricordare è il quadrante del nostro orologio e altro non è che la superficie sulla quale sono indicate le ore scandite dalle lancette. Abbiamo poi la corona (da non confondere con la lunetta o con la ghiera!): si tratta di quell’elemento di forma cilindrica posto lateralmente all’orologio e che ci permette di  regolare l’ora. Eccoci infine arrivati al cinturino, che può essere di diversi materiali ma – principalmente – in metallo o in pelle. In realtà la descrizione basilare degli elementi caratteristici di un orologio può dichiararsi terminata, ma se volessimo essere pignoli potremmo aggiungere quelle che vengono definite “complicazioni”, riferendoci alle funzioni supplementari  presenti nell’orologio (cronometro, calendario, fasi lunari ecc.). Forse osservando il tuo orologio non sei stato in grado di individuare tutti gli elementi che lo compongono; non preoccuparti, osserva le seguenti immagini e tutto ti sarà più chiaro! Quelli che sto per mostrarti sono soltanto alcuni tra i marchi più famosi e diffusi, dai più economici ai più costosi.

 

  • Seiko.

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  • Casio.

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  • Rolex.

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  • TAG Heuer.

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Questi sono i modelli di orologio più apprezzati, ma ce ne sono tanti altri di cui parleremo più avanti, come ad esempio Patek Philippe, Longines ecc. Bene, ora ogni volta che indosserai il tuo orologio forse ti soffermerai un istante a pensare a tutto ciò che c’è dietro questo piccolo oggetto, e quando ti capiterà di comprarne uno, farai l’acquisto con maggiore consapevolezza, facendo attenzione ai vari modelli e alle loro caratteristiche.

 

Daniel Faustinoni

 

La supremazia della sartoria italiana nel mondo.

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Forse avrai sentito ancora parlare di qualche sfilata di moda maschile tenutasi a Milano o in altre città italiane, ma principalmente nel capoluogo lombardo. Milano rappresenta infatti  la capitale europea (secondo alcuni addirittura mondiale) della moda. Probabilmente ti starai chiedendo il perchè. Come mai proprio in Italia? Devi sapere che l’operato dei sarti italiani è apprezzato in tutto il mondo; tale reputazione è dovuta ad una lunga tradizione del nostro Paese,  che prende il via nel Rinascimento, con la realizzazione del primo catalogo di modelli in assoluto ad opera di Gian Giacomo del Conte, all’epoca famosissimo sarto milanese. Tale tradizione sartoriale fu portata avanti  nel dopoguerra dalla figura delle “sartine”,  donne dotate di buon gusto che cucivano vestiti su misura. Esse gettarono le basi di quella che diventerà poi nota come “alta moda italiana”.

 

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Ormai l’hai capito anche tu: l’Italia è il paese della moda e non potrebbe essere altrimenti! Non so se ci hai mai fatto caso ma il Bel Paese, da nord a sud, presenta numerosi atelier artigianali, il cui ruolo è di primaria importanza per promuovere il made in Italy.

 

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Tale importanza ha decretato quindi nel corso del tempo l’affermazione dello stile italiano nel mondo! Personaggi pubblici come capi di Stato, attori, reali e altre figure di spicco hanno indossato, indossano e  continueranno ad indossare abiti italiani. So bene a che cosa stai pensando: ad occhio, tutti i vari tessuti -italiani e non- ti sembrano identici e quindi non riesci a cogliere le differenze tra uno e l’altro. Non temere, è perfettamente normale! Del resto, se tu fossi un esperto di moda maschile non saresti qui a leggere, non credi? Ora però cerchiamo di schiarirci le idee. Ebbene la sartoria italiana si contraddistingue rispetto alle altre sartorie (comunque altamente apprezzabili) per una qualità superiore dei tessuti e per un’esclusività difficilmente reperibile in altre tradizioni sartoriali. Vorrei che tu, caro lettore, tenessi ben presente questo articolo e che lo rileggessi spesso, perchè devi considerare che la sartorialità rappresenta la massima espressione di eleganza in un uomo, poichè il vestito viene fatto su misura. Ora quindi, consapevole di tutto ciò, recati da un sarto e fatti realizzare un bell’abito su misura, prestando però attenzione a non ingrassare, altrimenti poi ne  perderai la vestibilità! Mi raccomando, la salute è importante e lo è anche vestirsi bene!

 

Daniel Faustinoni

 

Il perfetto abbinamento camicia-cravatta e tipologie.

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Se stai leggendo questo articolo probabilmente hai tra le mani due bellissime cravatte ma non sai quale abbinare alla tua camicia preferita. Niente panico! Sono qua apposta per aiutarti! Ma procediamo con calma… Prima di tutto vorrei farti una domanda: ti reputi un tipo casual o elegante? Non importa cosa mi risponderai e sai perchè? Perchè una cravatta può essere utilizzata in modo sportivo o elegante, a seconda del tuo stile. Ma non dilunghiamoci, tu forse starai facendo scorrere l’articolo cercando il punto in cui io ti dico che cravatta abbinare alle tue camice. Allora cominciamo! Devi sapere che secondo alcuni autodidatti della moda bisogna affidarsi al proprio gusto personale, secondo cui scegliamo la cravatta da abbinare alla camicia in base a ciò che piace a noi. Questo però non è il tuo caso, altrimenti ora non saresti qua a leggere questo articolo. In realtà questo modo di procedere non è errato ma a volte può sembrare un po’ superficiale perchè ciò che sembra elegante a volte è in realtà un po’… originale. Per la tua felicità ora arriviamo al punto clou della faccenda: come puoi abbinare le tue cravatte alle camice senza impazzire ogni volta?  In base a tantissimi esperimenti fatti dal sottoscritto, posso suggerirti dieci possibili abbinamenti:

  • Cravatta blu con camicia bianca o azzurra.
  • Cravatta rossa con camicia bianca o azzurra.
  • Cravatta nera con camicia bianca o grigio chiaro.
  • Cravatta argento con camicia bianca.
  • Cravatta regimental con camicia a tinta unita.
  • Cravatta con piccoli pois con tutte le camice che desideri.
  • Cravatta con grandi pois con camicia a tinta unita.
  • Cravatta paisley  con camicia a tinta unita.
  • Cravatta a fantasia con camicia a tinta unita.
  • Cravatta di maglia con camicia a tinta unita.

 

Ora probabilmente avrai le idee più chiare, ma forse ancora non del tutto. Io non leggo nella tua mente, ma dimmi la verità… quando hai letto parole come “paisley”, “regimental”, “cravatta a maglia”, hai storto il naso, non è così? Non hai nulla da temere, osserva attentamente le seguenti fotografie e le relative didascalie:

 

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Questa è la cravatta regimental di cui ti parlavo prima: è caratterizzata da linee oblique. Se questa cravatta ti ricorda quella di Harry Potter… hai proprio ragione! Il nostro mago aveva stile!

 

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Questa invece è la paisley blu. Come puoi vedere questo tipo di cravatta presenta spesso degli ovali, con forma molto simile alle cellule del nostro corpo. In questo caso sono forme piccole, ma possono essere anche molto grandi. Hai mai visto qualche tuo amico con questa cravatta? Non credo proprio, a meno che tu non abbia amici molto attempati. Infatti questo tipo di cravatta si usava molto negli anni ’80 o giù di lì. Forse l’avrai vista in  una vecchia foto o in qualche film.

 

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Ecco a te la cravatta sportiva, detta anche cravatta maglia, nome che deriva dal materiale di cui è fatta. Se ci hai fatto caso questa tipologia di cravatta è diversa dalle altre: non termina con il consueto taglio obliquo, ma con un taglio dritto. E’ sicuramente questo che determina l’aspetto sportivo di tale cravatta.

 

Bene! Ora sai esattamente ciò che devi fare per centrare gli abbinamenti corretti. Che la cravatta sia con te! (Quella giusta, mi raccomando!).

 

Daniel Faustinoni

Il corretto utilizzo del maglione “dolcevita”.

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Ti è mai capitato di  vedere in televisione quello spot pubblicitario in cui un ragazzo entra in un noto fast food ed esegue il proprio ordine? Forse non ti ricordi che cosa aveva ordinato ma probabilmente ti è rimasto bene in mente il suo maglione bianco che arrivava fin sopra il collo. Dunque, se io ora ti chiedessi il perchè ti è rimasto così impresso non sapresti cosa dirmi esattamente. La risposta alla mia domanda è tuttavia palese: quel maglione, che viene comunemente definito dolcevita, dà un tocco di grande eleganza. Si, hai capito bene… è fondamentale! Leggendo i miei articoli avrai certamente imparato una cosa (una regola) estremamente importante: un qualsiasi vestito, che sia una camicia, una giacca o un maglione non è MAI elegante di per sè bensì lo diventa in base a come viene indossato. Un dolcevita, in modo particolare, presenta tre possibili combinazioni:

  1. Dolcevita sotto una giacca elegante.

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2. Dolcevita sotto un cappotto.

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3. Dolcevita sotto una giacca di pelle.

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Quelle che ti ho presentato sono le tre principali modalità di utilizzo di un dolcevita; tuttavia ci sarebbe un quarto possibile abbinamento, caratterizzato dalla presenza di una camicia sotto il dolcevita… a mio parere non costituisce un abbinamento particolarmente fortunato, data la struttura stessa di un maglione di questo tipo: il collo alto impedirebbe la fuoriuscita del colletto della camicia e in aggiunta a ciò, il tutto risulterebbe alquanto scomodo da indossare (per carità, nessuno ti impedisce di indossare una camicia sotto… sei libero di fare i tuoi esperimenti!). Ora sai come indossare un dolcevita, ma hai comunque paura di prendere freddo… beh, non c’è alcun problema! Devi regolarti in base alla stagione: per sfruttarlo in modo ideale dovresti indossarlo in primavera e in inverno, vestendoti più o meno pesante a seconda del clima. Si, l’ho pensato anch’io ma non lo dico perchè è scontato… anzi lo dirò ugualmente poichè non per tutti potrebbe esserlo: in estate non devi utilizzare il dolcevita (…). Ormai conosci molto bene le regole del gioco, sai perfettamente che devi abbinare i colori in maniera adeguata; i colori del dolcevita e di ciò che indossi sopra non devono essere in contrasto tra di loro per evitare di <<stonare>>. Se vuoi ottenere un effetto assolutamente particolare, ti consiglio di scegliere colori identici. Credo proprio d’aver fugato ogni tuo dubbio, adesso sai come muoverti frugando nel tuo guardaroba… in modo morbido e dolce… come un dolcevita!

 

Daniel Faustinoni